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6° ASSEMBLEA ELETTIVA PROVINCIALE

DANILO MISIROCCHI RICONFERMATO PRESIDENTE DELLA CIA PROVINCIALE.

ALLA VICE PRESIDENZA IL VENTICINQUENNE STEFANO FRANCIA

 

Si è svolta  martedì 21 gennaio, l’Assemblea elettiva provinciale della Cia di Ravenna, alla quale hanno partecipato anche il presidente regionale Cia Antonio Dosi e il vice presidente nazionale Cia Secondo Scanavino. Un'assemblea all'insegna della continuità e del rinnovamento, sotto diversi aspetti.

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DINO SCANAVINO NUOVO PRESIDENTE NAZIONALE CIA

  

Scanavino Dino 1

 Dino Scanavino è il nuovo presidente nazionale della Cia-Confederazione italiana agricoltori. Imprenditore vitivinicolo e vivaistico di Calamandrana, nell’Astigiano, 53 anni, è stato eletto all’unanimità dall’Assemblea elettiva, riunita a Roma presso l’Auditorium della Tecnica.

ELEZIONI POLITICHE 2013

  CANDIDATI1   CANDIDATI2

LA CIA DI RAVENNA HA INCONTRATO  I CANDIDATI LOCALI

 «C'è bisogno di un collegamento fra chi legifera e il mondo reale», ha ribadito il presidente della Cia della provincia di Ravenna, Danilo Misirocchi, nel corso dell'incontro con i candidati locali alle imminenti elezioni politiche.

Affrontati molti temi importanti anche per il nostro territorio: Europa, ricerca e innovazione, aggregazione d'imprese, internazionalizzazione, ricambio generazionale, pressione fiscale, sicurezza sul lavoro, impatto ambientale.

Si è svolto nei giorni scorsi l'incontro della Cia della provincia di Ravenna con i candidati locali, del centro destra e del centro sinistra, alle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio.

«L'obiettivo dell'incontro – ha precisato il presidente Danilo Misirocchi – non era solo quello di mettere in evidenza le priorità per il rilancio del settore agroalimentare, ma soprattutto di dare un messaggio perché è necessario ricostruire un rapporto fra cittadini, in questo caso imprese, e politica perché noi abbiamo bisogno che ci sia un collegamento fra chi legifera e il mondo reale».

Nel corso dell'incontro è stato sottolineato il ruolo dell'agricoltura a livello nazionale e locale per ciò che rappresenta come indotto, come territorio e come ambiente ed è stato ribadito che a questi va comunque aggiunto il valore economico, altrimenti il sistema non regge.

In particolare, l'agricoltura rappresenta una fetta importante della struttura economica e occupazionale nel territorio ravennate, tanto in termini economici tanto per l'indotto. In Italia la situazione è diversificata, ma alcuni problemi sono strutturali e sono presenti anche da noi. «Pensiamo alle aziende ortofrutticole in crisi da tempo - ha spiegato Misirocchi - Hanno investito molto in professionalità e in macchine e cercheranno di resistere, ma il giorno in cui comincerà il disinvestimento sarà generalizzato». Un altro aspetto da tenere presente è quello idrico. «L'acqua è un elemento davvero importante per tutto il territorio nazionale. In una provincia come la nostra – ha precisato Misirocchi - in cui l'acqua passa a carattere torrentizio, è necessario riuscire a raccoglierla in inverno e utilizzarla in estate per l'ordinario e per l'irrigazione perché l'acqua - già oggi - è una discriminante per produrre o non produrre».

Fra i diversi argomenti esposti, il presidente della Cia provinciale ha affrontato le tematiche relative all'Europa, alla ricerca e innovazione, all'aggregazione di imprese, all'internazionalizzazione, al ricambio generazionale, alla questione fiscale, alla sicurezza sul lavoro, impatto ambientale.

In sintesi questi i punti.

Europa. Essere adeguatamente rappresentati in Europa per la Cia è fondamentale perché è in Europa che si decidono, fra le altre, le politiche per la circolazione delle merci e del libero scambio e la nuova Pac.

Ricerca e innovazione. Ricerca e innovazione hanno un ruolo strategico, ancor di più in un tempo come quello che stiamo vivendo ma le risorse devono essere utilizzate al meglio e i diversi enti preposti devono comunicare e dialogare fra loro e l'Università per coniugare efficacia, efficienza e razionalizzazione delle spese.

Aggregazione delle imprese. In questo ambito una fetta importante di lavoro deve essere realizzata dalle organizzazione di rappresentanza dell'agroalimentare. «Mancano però – spiega Misirocchi - leggi di riferimento per quanto riguarda ad esempio l'interprofessione, per quanto riguarda cioè la nascita di organismi interprofessionali costruiti su vari settori per non subire lo strapotere della GDO, per mettere insieme la produzione, il commercio e l'agroindustria».

Internazionalizzazione. La Cia sottolinea che è necessario un sostegno all'export nelle misure di accompagnamento per quanto riguarda ad esempio le pratiche sleali, la logistica, la promozione. «Siamo indietro su queste tematiche – spiega Misirocchi - Le responsabilità certo sono del mondo agricolo ma molte responsabilità sono del sistema Paese che non si è impegnato abbastanza su questo fronte. E l'accompagnamento all'esportazione serve a tutti i settori, non sono all'agroalimentare».

Ricambio generazionale. Durante l'incontro l'attenzione è stata posta anche all'importanza di favorire il ricambio generazionale e sono state fatte una serie di proposte per evitare che l'agricoltura del futuro sia in mano a multinazionali o a imprese che nulla hanno a che fare con la tradizione agricola italiana, che rappresenta un valore culturale ed economico di tutta la nazione.

Pressione fiscale. La Cia ha ribadito che tassare i beni strumentali per la produzione come patrimonio comporta il fatto che l'impresa investe e si indebita e scatta un meccanismo per cui paga una tassazione molto più forte sull'investimento e non sul reddito. Sarebbe necessario rivedere quindi la pressione contributiva, fiscale e dei costi di produzione e procedere a una semplificazione burocratica.

Sicurezza sul lavoro. Il tema è estremamente delicato. La sicurezza sul lavoro va perseguita e tutelata, senza ombra di dubbio. La Cia mette in evidenza che per fare ciò servono delle norme applicabili e sostenibili, non complesse e costose. E soprattutto devono essere funzionali alla sicurezza stessa.

Impatto ambientale. In questi anni con le nuove tecniche colturali anche l'agroalimentare ha ridotto notevolmente l'impatto ambientale sul territorio. «Alcuni passi sono ancora da fare – ha affermato Misirocchi - ma il bilancio è comunque positivo. Dove c'è l'uomo-agricoltore si evitano tanti disastri, oltre al prezzo da pagare spesso in vite umane».